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Posts tagged "Monique Sendze"

La seconda tavola rotonda dedicata alle biblioteche pubbliche all’Ebook Summit 2011 intitolata “Ebook Evolution: How They’ll Change Public Libraries” è stata aperta da Monique Sendze IT Director delle Douglas County Libraries. La prima parte della sua presentazione è stata una riflessione sul ruolo degli ebook nella lettura e il loro impatto sulle biblioteche. Nessuno può più mettere in dubbio che gli ebook avranno un ruolo da protagonista nel futuro della lettura anche se è doloroso constatare che il modo in cui i lettori accedono agli ebook nella maggioranza dei casi non prevede la “mediazione” delle biblioteche che sono di fatto bypassate.

Le opzioni che le biblioteche oggi hanno sugli ebook per quanto riguarda i contenuti, l’accesso e la migrazione nell’opac sono davvero limitate, questioni non da poco dato che esse impattano sul ruolo primario delle biblioteche, quello di connettere persone e informazione. Tradizionalmente le biblioteche hanno potuto adempiere a questo ruolo raccogliendo documenti cartacei e dandoli in prestito secondo il modello un libro-un utente e custodendo i documenti per il presente e per il futuro. I nuovi modelli di distribuzioni di ebook nelle biblioteche vanno invece contro questa “core mission”, la gestione e conservazione delle collezioni. I titoli in ebook non sempre sono “posseduti” dalle biblioteche, spesso il contratto prevede un accesso limitato nel tempo e ciò consente agli editori /aggregatori di controllare i contenuti in modi prima impensabili per le collezioni cartacee. É da queste riflessioni, ha continuato Monique Sendze che nelle biblioteche della Douglas County sono nate le sperimentazioni sugli ebook e, in particolare sul content management degli ebook, sullo sviluppo delle collezioni ebook, sulle modalità di scoperta e accesso. Tutte sperimentazioni che facendo leva sui libri digitali cercano di migliorare i servizi e raggiungere un numero ancora maggiore di utenti. Dalle statistiche presentate risulta chiaro che il tipping point (il punto di non ritorno) degli ebook è ormai stato superato visto che non solo le vendite sono raddoppiate, ma sono cresciuti in maniera esponenziale anche i prestiti nelle biblioteche che li hanno introdotti. E nelle biblioteche della DC all’aumento dei prestiti di ebook non è corrisposto il temuto calo dei prestiti cartacei. La ragione sta nel modo in cui i libri cartacei vengono proposti nella bibioteca fisica, le collezioni vengono processate e gestite consapevolmente e i libri sono esposti in modo avvincente e accattivante, tant’ è che il 60% dei prestiti proviene dai libri esposti nei power wall delle biblioteche, spazio che posto all’ingresso va incontro ai bisogni informativi e agli interessi degli utenti. E’ per questo che hanno cercato di esportare il modello power wall anche nel digitale, di mantenere l’esperienza del browsing, parte fondamentale del processo di scoperta in cui occhi e corpo sono coinvolti.imagei

Negli ingressi delle biblioteche sono stati installati grandi schermi touch in cui gli ebook sono “esposti” e scelti come negli spazi fisici. Hanno creato un software che dialoga con il catalogo e i socialnetwork, gestisce i content (con e senza DRM) permette “esposizioni” accattivanti. Scopo? Drive traffic, creare una collezione elettronica vincente, fornire esperienze arrichite agli utenti, esperienze accattivanti e divertenti che devono rispondere ai comportamenti e alle preferenze degli utenti. Esiste anche un power wall home (accessibile da qualsiasi device) al quale si accede con le credenziali di accesso dell’opac, la ricerca e i risultati sono visual, e come per gli opac è possiblile rinnovare, prenotare, restituire gli ebook, scegliere se scaricare o leggere online. Altra importante aspetto è il collegamento con facebook per non trascurare social reading e la community. Gli utenti hanno la possibilità di collegare il loro account a FB per condividere, commentare, segnalare agli amici, interagire con i bibliotecari, verificare il proprio scaffale, seguire i nuovi arrivi. Esiste anche una versione mobile (per smartphone), sw che consente di gestire non solo i prestiti ma anche la propria libreria personale ed anche una White Label Ereader App per iPad. In preparazione un ereader su cui scaricare epub, con o senza DRM, che permette di restituire i libri al termine della lettura, con cui è possibile fare annotazione o inserire segnalibri.

La domanda è perchè fare tutto quando altri offrono prodotti competitivi (Overdrive, 3M, B&T, Simon Schuster)? Perchè gli altri prodotti si integrano male con il catalogo e negano la proprietà dei titoli alle biblioteche, escludendole dal mercato del libro e mettendo in pericolo la ragione per cui sono nate. Monique Sendze ha chiuso il suo intervento auspicando la diffusione di nuovi modelli in cui le biblioteche possano trattare direttamente con gli editori come già avviene (negli US) per il cartaceo. E se le biblioteche si fanno riconoscere come i “vettori” delle conversazioni attraverso e attorno ai libri la loro forza e visibilità nel mercato del libro non possono che aumentare e avere ricadute positive.