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Licenza e note legali

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Il video di Lankes a Torino in occasione della presentazione dell’edizione italiana de “The Atlas of New Librarianship”.

Nuvem de Livros è un servizio di ebook in streaming nato due anni fa in Brasile (ed ora esportato anche in Argentina grazie ad un accordo con Telecom Vivo e prossimamente anche in altri paesi dell’America Latina) che ha raggiunto in poco tempo un milione di utenti, tantissimi se si pensa che 24symbols, l’omologo spagnolo, pur disponendo di più  titoli (15000 circa) ha raggiunto solo 175000 utenti.

Nonostante il governo brasiliano abbia ratificato una legge che prevede la creazione di biblioteche in tutti gli istituti scolastici sia pubblici che privati, l’attuale situazione è talmente infelice che non sembra realistico raggiungere l’obiettivo fissato per il 2020. Le scuole brasiliane però dispongono  di internet (ben il 94% ), da qui l’idea dei fondatori di Nuvem di garantire l’accesso ai libri in formato digitale a tutti gli studenti, tramite una piattaforma di streaming  che è anche un ambiente dedicato all’apprendimento.  La quota mensile per gli studenti è l’equivalente di € 0,62, per tutti gli altri  di € 2,50. Gli iscritti possono accedere ad un catalogo di 10000 titoli sia tramite browser che grazie ad app per iPhone, iPad e Android (che consentono la ricerca di termini all’interno dei testi e l’inserimento di segnalibri), hanno a disposizione romanzi e racconti, biografie, saggi, enciclopedie e dizionari ed anche mappe interattive oltre a video educativi, audiolibri e interviste di autori. Nello staff di Nuvem de Livros ci sono docenti, pedagoghi, bibliotecari e curatori di contenuti (cosi si legge nell’articolo di Terra).

Nuvem de Livros ci ricorda come il digital lending sia una modalità di accesso ai contenuti in cui le biblioteche si trovano “apparentemente” in competizione con servizi commerciali, la cui offerta è percepita dal pubblico come conveniente e interessante pur non essendo gratuita. Ma ci suggerisce anche che ciò che può fare la differenza è la “personalizzazione” del servizio ottenuta grazie al contributo di professionisti e che l’accesso ai contenuti sembra essere molto più importante del loro possesso e della fisicità del supporto.

Ho scritto apparentemente perché se veramente pensassimo che la nostra essenza e ragione di esistere (come biblioteche ma ancor più come bibliotecari) sia legata alle collezioni di libri che gestiamo e accumuliamo avremmo vita breve, visti i cambiamenti in atto. Mi pare importante che in questa fase si esca da un conservatorismo professionale che ci  tiene legati a ciò che stiamo facendo e abbiamo fatto finora e che ci fa dimenticare perché lo facciamo. Se pensiamo a modalità di sviluppo delle collezioni digitali come  la “patron driven acquisition” o modelli come il “pay per view”  comprendiamo che collezionare risorse richiederà  competenze professionali che hanno poco a che vedere  con i contenuti e molto più con abilità di negoziazione o di analisi dei costi.  Mentre in un contesto dove l’informazione è ovunque e abbondante è fondamentale (come sostiene Lankes in The Atlas of New Librarianship) creare “connessioni”,  servizi che consentano alle persone di imparare e di creare, di vivere vite dignitose, non solo di sopravvivere.   Appaiono quindi essenziali tutte quelle abilità professionali  che supportino  i cittadini nello sviluppo personale di conoscenza tramite l’accesso a contenuti di qualsiasi provenienza, posseduti o meno dalle biblioteche, in qualsiasi formato.  Le collezioni delle biblioteche sono preziosissime e dobbiamo mantenerle, tutelarle, renderle sempre più accessibili e altrettanto prezioso  è il patto sociale che ne giustifica l’esistenza, cosi come è fondamentale la partecipazione attiva delle biblioteche nella fase di transizione dal’analogico al digitale a tutela dell’accesso democratico al sapere. In un mondo interconnesso però il collezionare in sé non ha più molto senso, mentre contano le connessioni.

aubreymcfato:

[QBnE] Rilanciare SBN, un occasione da non perdere #nuovosbn

Siamo bibliotecari e information workers, lavoratori dell’informazione.

Riteniamo che la conferenza che si svolgerà a Roma il 20 giugno 2013, “Rilanciamo il Servizio bibliotecario nazionale” sia una buona occasione per ragionare e discutere.
Ringraziamo…

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